mercoledì 3 ottobre 2012
a presto Berliner Weiss
lunedì 17 settembre 2012
Aggiornamento delle Wild beer
| Fondo del travaso della BW |
| La calma dopo la tempesta... |
A quasi 15 giorni dalla cotta, faccio un piccolo aggiornamento sulle fermentazioni selvagge o quasi, per prima direi che la pseudo lambic, dopo la violenta reazione iniziale si è molto tranquillizzata quasi non dando più segni in superficie, così da buon fiducioso ho messo il tappo e ho chiuso la botte, arrivederci a natale; la berliner weisse invece dopo circa 15 giorni ha gia subito un travaso per cominciare a eliminare almeno gran parte dei grani che vi erano dentro, il mosto è sempre torbido, segno di una attività in fermento, confermata dal lento caldo della densità, ora arrivato a 1002, oramai immagino si fermi in prossimità proprio del 1000; infine l'esperimento dei pochi litri che avevo messo nel boccione, sulla schiuma che si è formata dopo l'inserimento di un paio di fondi brettati(cadillon e orval), mi si è creata una bellissima schiuma che però ha una macchia di muffa, mi sa che questa non è andata proprio a buon fine, ora attenderò un pò di sviluppi, al massimo butto tutto, compreso boccione.
| ancora un pò torbida la BW, ancora non ha finito di lavorare |
| reazione schiumosa! |
martedì 11 settembre 2012
Wild beer! berliner weisse e fermentazione spontanea
La prima cosa che ho pensato è stata: cosa faccio? così dopo un pò di ricerche ho notato uno stile acido che ha dei tempi un pò più corti rispetto alle lunghe maturazioni della classica birra acida belga, la berliner wiess è infatti una birra acida tedesca che va bevuta giovane e che si produce con dei tempi molto più ristretti, così girovaganto per i forum, siti e dando un'occhiata anche a un paio di libri, ho buttato giù una ricetta semplice: pils 50%, wheat 50%, luppolo con AA bassi, perfetto cosa c'è di più semplice, ho anche una confezione di luppolo tedesco vecchio che non so come farlo fuori.
Finito il sparge si dovrebbe portare a temperatura di inoculo e messo a fermentare con un pugno di frumento macinato, ebbene si, non ho saltato passaggi, ma è una tipologia di birra che non deve essere bollita, ma si basa sul fatto che una parte del mosto viene bollita comunque e quindi una parte del dms se ne va in quei momenti, per la fermentazione sfrutta i lieviti che sono presenti nel frumento e che si sviluppano bene a temperature molto elevate, sui 30-35°, il tutto andrebbe tenuto per alcuni mesi in fermentazione e poi si dovrebbe avere una birra con una og sui 1030-1035 quindi un grado alcolico molto basso, ibu quasi nulli 5-8, colore chiaro e gusto acido.
Sulla base di questi passaggi mi sono introdotto sempre di più nel mondo dell'acido e ho cercato un pò di ricette e procedimenti per fare una lambic, un qualcosa comunque che potesse sfruttare una fermentazione totalmente spontanea( dopo tutto ho una pasta madre a casa con cui faccio il pane che è buonissima e ho sfruttato solo l'aria per crearla!) cosa c'è quindi di meglio di una lambic o di un qualcosa di molto simile?
| botte in fase di preparazione |
| luppolo ad invecchiare |
| frumento per la fermentazione della bw |
| mash |
| fase di bollitura di una parte del mosto |
| raffreddamento bw |
| bollitura bw |
| gittata del luppolo della pseudolambic |
| bollitura |
Nel caso della berliner weiss, una volta raffreddato, ho aggiunto i grani macinati che avevo tenuto da parte e mantenuto una temperatura superiore al normale, circa 26-28 gradi, per far sviluppare meglio la fermentazione lattica che dovrebbe partire, infatti dopo sole 30 ore il gorgogliatore dava un bel colpo ogni poco e sulla superficie si vedeva una bella schiumatura, così ho estratto una provetta di mosto per misurare la densità che in questo caso era scesa sui 1030, partendo dai 1035, ho aggiungo poi al liquido che era in provetta una bustina di us-05 per mitigare in parte la fermentazione lattica e dare un tocco più leggere all'acidità che si sarebbe potuta sviluppare, poi ho ri aggiunto il tutto, questa volta mantenendo una temperatura molto più bassa, sui 18 gradi classici per il lievito fermentis, ora si dovrà attendere solo l'attenuazione completa della birra.
La birra a fermentazione natura ha subito una diversa sorte rispetto alla berliner, infatti una volta finita la bollitura, ho preso la pentola sempre bollente e ho spostato il tutto sul terrazzo coprendo la parte superiore con un telo si stoffa, in modo di non avere qualche insetto che si adagi sul mosto, ma che comunque senta l'influenza dell'aria e con queste giornate di vento che ci sono state, ho sperato per un pò di avere una partenza a razzo della fermentazione, cosa che mi ha fatto tribolare non poco, infatti ho dovuto attendere più di tre giorni per avere un qualche segno di fermentazione, poi la mattina del quarto giorno dentro il contenitore dove avevo spostato il mosto, mi sono ritrovato una bella schiumetta bianca, così felice come una pasqua, ho travato tutto nella botte, precedentemente preparata per ospitare la fermentazione, la botticella poi è stata spostata in cantina dopo nel giro di due giorni ha avuto una violenta reazione alla fermentazione, così da farmi rimanere fiducioso di questo processo così lungo, ora anche per questa non c'è altro da fare che attendere gli eventi.
| innesco della fermentazione lattica della bw |
| fermentazione lattica della bw |
| preparazione del mosto per raccogliere i lieviti selvaggi nell'aria |
| pseudo lambic che da segni di fermentazione dopo 3 giorni all'aperto |
| e ora nella botte! |
|
|
| inizio della fermentazione in botte |
lunedì 20 agosto 2012
Pacific Pale Ale e siamo a 30° cotte!
Ah che caldo.....mamma mia.... che cosa si può fare di questi tempi con questa calura? stiamo al fresco a berci una bella birra? ma si... ah oddio le birre sono quasi finiteeeeee.....allora bisogna fare solo una cosa:
Si da fuoco alle pentole e si riparte con la brasseria del giò, dopo qualche giorno di riposo si prende la produzione e per festeggiare la 30° cotta mi sono deciso ad andare nel pacifico a prendere i luppoli, quindi base di Apa e luppoli neozelandesi e qualcosa di americano, quindi GO!
Come sempre partiamo dalla ricetta: una base di pale ale e vienna in rapporto 2 a 1, un pò di fiocchi per la tenuta della schiuma e basta, mash un pò più alto per dare un pò di corpo alla birra, visto l'impiego di solo malti base, luppoli nelson sauvin e chinook sia da amaro che d'aroma e a breve userò anche per il dry hopping, lievito classico per le mie apa/ipa l'us-05, og di 1050 e fermentazione a 19°.
Il caldo africano che ha colpito questa zona è stato tremendo, soprattutto in fase di raffreddamento, ho dovuto fare l'inoculo in un secondo momento aspettando che la cella mi abbassasse i gradi del mosto quel tanto che l'acqua del rubinetto non riusciva a fare( notare che dal rubinetto non riusciva a venire sotto i 27-28, quindi impossibile abbassare più di tanto la temperatura), un'altra cosa che non sono riuscito a controllare bene è l'efficienza mi si è abbassata un pò rispetto al solito, probabilmente effetto della quantità di mosto, probabilmente quando supero i 22 litri nel mio impianto si sballano un pò i valori e si squilibra un pò i parametri classici, comunque ora la fermentazione sta andando come sempre, il battito del cuore del mosto è costante :-D
PS: Visto il caldo, probabilmente ne ho risentito anche in termini di decisioni e esperimenti improvvisi, ho infatti fatto un esperimento parallelo alla cotta, qualcosa che avevo da tempo in mente, una prova di fermentazione spontanea con i lieviti selvaggi presenti nell'aria della mia zona, ne ero concretamente convinto della riuscita, visto il buon esito della pasta madre che ho realizzato nel solito modo e con la quale ultimamente mi sta dando dei buoni risultati nella preparazione di pane e schiacciate, comunque tornando a noi, ho semplicemente conservato alcuni litri della filtrazione, gli ultimi più diluiti e ho aggiunto qualche etto di estratto, ho bollito il tutto per più di un'ora con un pò di luppolo fresco(poco solo 3-4 grammi, su 5 litri portati in bollitura) e alla fine mi sono trovato con 2,5 litri circa di mosto che una volta raffreddato e messo in una damigiana di vetro da 5 litri è rimasta all'aria per 18 ore fino a quando non ho visto qualche segno di fermentazione, poi ho messo il tappo con gorgogliatore e ho lasciato fare al lievito, l'unica cosa che ho notato è un odore acidulo provenire da dentro la damigiana, ora si lascia fare al tempo, non credo di farci molte cose se non aggiungere un pò di mosto alla prossima cotta, in modo da riattivare un pò i lieviti e aggiungere un pò di litraggio al mosto.
il tempo non rispetta chi fa senza di lui....mi verrebbe da dire
alla prossima
Si da fuoco alle pentole e si riparte con la brasseria del giò, dopo qualche giorno di riposo si prende la produzione e per festeggiare la 30° cotta mi sono deciso ad andare nel pacifico a prendere i luppoli, quindi base di Apa e luppoli neozelandesi e qualcosa di americano, quindi GO!
Come sempre partiamo dalla ricetta: una base di pale ale e vienna in rapporto 2 a 1, un pò di fiocchi per la tenuta della schiuma e basta, mash un pò più alto per dare un pò di corpo alla birra, visto l'impiego di solo malti base, luppoli nelson sauvin e chinook sia da amaro che d'aroma e a breve userò anche per il dry hopping, lievito classico per le mie apa/ipa l'us-05, og di 1050 e fermentazione a 19°.
Il caldo africano che ha colpito questa zona è stato tremendo, soprattutto in fase di raffreddamento, ho dovuto fare l'inoculo in un secondo momento aspettando che la cella mi abbassasse i gradi del mosto quel tanto che l'acqua del rubinetto non riusciva a fare( notare che dal rubinetto non riusciva a venire sotto i 27-28, quindi impossibile abbassare più di tanto la temperatura), un'altra cosa che non sono riuscito a controllare bene è l'efficienza mi si è abbassata un pò rispetto al solito, probabilmente effetto della quantità di mosto, probabilmente quando supero i 22 litri nel mio impianto si sballano un pò i valori e si squilibra un pò i parametri classici, comunque ora la fermentazione sta andando come sempre, il battito del cuore del mosto è costante :-D
PS: Visto il caldo, probabilmente ne ho risentito anche in termini di decisioni e esperimenti improvvisi, ho infatti fatto un esperimento parallelo alla cotta, qualcosa che avevo da tempo in mente, una prova di fermentazione spontanea con i lieviti selvaggi presenti nell'aria della mia zona, ne ero concretamente convinto della riuscita, visto il buon esito della pasta madre che ho realizzato nel solito modo e con la quale ultimamente mi sta dando dei buoni risultati nella preparazione di pane e schiacciate, comunque tornando a noi, ho semplicemente conservato alcuni litri della filtrazione, gli ultimi più diluiti e ho aggiunto qualche etto di estratto, ho bollito il tutto per più di un'ora con un pò di luppolo fresco(poco solo 3-4 grammi, su 5 litri portati in bollitura) e alla fine mi sono trovato con 2,5 litri circa di mosto che una volta raffreddato e messo in una damigiana di vetro da 5 litri è rimasta all'aria per 18 ore fino a quando non ho visto qualche segno di fermentazione, poi ho messo il tappo con gorgogliatore e ho lasciato fare al lievito, l'unica cosa che ho notato è un odore acidulo provenire da dentro la damigiana, ora si lascia fare al tempo, non credo di farci molte cose se non aggiungere un pò di mosto alla prossima cotta, in modo da riattivare un pò i lieviti e aggiungere un pò di litraggio al mosto.
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| dopo poche ore dal chiusura della damigiana, dopo circa 20 ore |
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| dopo 30 ore |
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| dopo 48 ore |
alla prossima
giovedì 9 agosto 2012
Riflessioni estive
Mentre il caldo continua ad insistere e la stout viene imbottigliata, mi sono venute diverse idee su come migliorare i miei sistemi di produzione e come correggere alcuni errori che ancora si ripresentano.
Uno, cercare di determinare l'attenuazione del lievito che voglio usare in una ricetta e con l'aiuto di alcuni grafici e dati che ho raccolto dalle cotte effettuate, ho notato che l'attenuazione è notevolmente influenzata dalla percentuale dei malti speciali che uso, sicuramente in maniera superiore al variare di qualche grado il mash, notavo questo soprattutto nel us-05 e devo dire che la differenza dall'usare il 5% o il 9% o il 13% di malti speciali ha influenzato l'attenuazione modificando da un 75% ad un 73% fino al 70%, considerando i tre casi di utilizzo dei malti speciali, in tutti è stata usata la solita quantità di lievito e la og era molto simile, inoltre anche il mash differiva di un solo grado tra il primo e il terzo caso, direi quindi che la conclusione di questa analisi a parità di lievito devo fare molta attenzione alle percentuali di malti speciali rispetto alla temperatura di mash.
Due, quando è il momento migliore per effettuare un travaso? mi son sempre chiesto quale potrebbe essere il giorno migliore, il 5°, il 6°, il 7° giorno o addirittura prima, non sono ancora riuscito a dare una risposta sicura, forse anche perchè ci sono molte cose che potrebbero influenzare la decisione, prima tra tutte la disponibilità di tempo, ma se avessi sempre il tempo? mi sono capitati casi in cui faccio il travaso dopo cinque giorni e non vedo quasi più tracce di schiuma, altre che anche al settimo giorno c'è schiuma ancora alta sopra il livello e che fare travaso e lascio la schiuma ricca di lievito in sospensione nel primo fermentatore? travaso? aspetto altri giorni e prego che il lievito non rilasci sentori alla birra? a questo quesito non so dargli una risposta sensata, come regola, sarebbe ottimo un travaso quando la fermentazione è avvenuta per un 50-60% della AA così da lasciar finire la fermentazione nel secondo fermentatore e fargli creare la cappa giusta di co2 da proteggere il mosto da infezioni, ma determinare sempre quando si arriva a questo parametro è molto difficile.... su questa riflessione ci dovrò sicuramente ritornare e cercare di trovare una buona spiegazione.
A presto con una nuova produzione!
PS: accetto volentieri dei suggerimenti su queste riflessioni!
Uno, cercare di determinare l'attenuazione del lievito che voglio usare in una ricetta e con l'aiuto di alcuni grafici e dati che ho raccolto dalle cotte effettuate, ho notato che l'attenuazione è notevolmente influenzata dalla percentuale dei malti speciali che uso, sicuramente in maniera superiore al variare di qualche grado il mash, notavo questo soprattutto nel us-05 e devo dire che la differenza dall'usare il 5% o il 9% o il 13% di malti speciali ha influenzato l'attenuazione modificando da un 75% ad un 73% fino al 70%, considerando i tre casi di utilizzo dei malti speciali, in tutti è stata usata la solita quantità di lievito e la og era molto simile, inoltre anche il mash differiva di un solo grado tra il primo e il terzo caso, direi quindi che la conclusione di questa analisi a parità di lievito devo fare molta attenzione alle percentuali di malti speciali rispetto alla temperatura di mash.
Due, quando è il momento migliore per effettuare un travaso? mi son sempre chiesto quale potrebbe essere il giorno migliore, il 5°, il 6°, il 7° giorno o addirittura prima, non sono ancora riuscito a dare una risposta sicura, forse anche perchè ci sono molte cose che potrebbero influenzare la decisione, prima tra tutte la disponibilità di tempo, ma se avessi sempre il tempo? mi sono capitati casi in cui faccio il travaso dopo cinque giorni e non vedo quasi più tracce di schiuma, altre che anche al settimo giorno c'è schiuma ancora alta sopra il livello e che fare travaso e lascio la schiuma ricca di lievito in sospensione nel primo fermentatore? travaso? aspetto altri giorni e prego che il lievito non rilasci sentori alla birra? a questo quesito non so dargli una risposta sensata, come regola, sarebbe ottimo un travaso quando la fermentazione è avvenuta per un 50-60% della AA così da lasciar finire la fermentazione nel secondo fermentatore e fargli creare la cappa giusta di co2 da proteggere il mosto da infezioni, ma determinare sempre quando si arriva a questo parametro è molto difficile.... su questa riflessione ci dovrò sicuramente ritornare e cercare di trovare una buona spiegazione.
A presto con una nuova produzione!
PS: accetto volentieri dei suggerimenti su queste riflessioni!
lunedì 30 luglio 2012
Una Stout, Black
In questa calda estate il birrificio di casa mia non si ferma, ma è in fermentazione con nuove birre e così dopo aver imbottigliato la apa con un 6,5 g/l e una attenuazione classica del 75% , torno ad uno stile che mi è piaciuto già dalla mia prima esperienza, la stout, come ricetta era ovviamente stata realizzata come una dry stout classica, ho ovviamente cercato un colore più intenso rispetto alla prima e ho quindi aumentato le dosi dei malti tostati in modo da avere un ebc superiore ai 100, dovrebbe essere intorno ai 120 per essere precisi, pale ale come base, roasted 9%, fiocchi d'orzo 9%, chocolate 3% e un pizzico di black, una og di 1050 e un gu:bu sui 0,75, come luppolo ho usato un luppolo quanto mai differente dal solito, il nelson sauvin, un mash un pò più alto dell'altra volta forse anche a causa di un brusco aumento di temperatura, direi quindi 35 minuti a 63 e 35 minuti a 67, avrei preferito rimanere sui 63-65 massimo, ma vabbè probabilmente la renderà meno dry, potrebbe anche dargli una corposità che si può equilibrare meglio a tutti i malti scuri che ho aggiunto.
Faccio un piccolo aggiornamento sulla saison, dopo vari assaggi e vari test, devo confermare una brutta notizia, ovvero una bella infezione che mi ha dato problemi di gushing, con il classico odore di ascella pezzata....starò più attento con le satinizzazioni, anche se mi scoccia parecchio per il lievito liquido usato e recuperato, andato praticamente nel lavandino..uff
Faccio un piccolo aggiornamento sulla saison, dopo vari assaggi e vari test, devo confermare una brutta notizia, ovvero una bella infezione che mi ha dato problemi di gushing, con il classico odore di ascella pezzata....starò più attento con le satinizzazioni, anche se mi scoccia parecchio per il lievito liquido usato e recuperato, andato praticamente nel lavandino..uff
lunedì 9 luglio 2012
E ora in america Apa
Con questo caldo è un'impresa birrificare, soprattutto quando si deve raffreddare 20 litri di mosto bollente, ma con l'aiuto del ghiaccio sono riuscito a portare tutto a 30 gradi, poi per raffreddare ulteriormente ed evitare di uccidere i lieviti, ho messo in cella il mosto ed ora sto aspettando che si abbassi ulteriormente la temperatura per inoculare il lievito, per quanto riguarda la ricetta ho ripreso la ricetta della superApa e diminuendo l'OG, cercando di rimanere un pò più nel range, i luppoli usati invece sono chinook e williamette di coltivazione italiana, sono stati riequilibrati un pò i malti, aumentando il frumento soffiato e diminuendo il crystal, per quanto riguarda il lievito ho riutilizzato quello recuperato dal secondo travaso dell'Ipa imbottigliata la settimana scorsa, come al solito l'efficienza è stata dell'83%, nessun intoppo tranne il tempo piuttosto allungato per il raffreddamento, il sistema di fly sparge ha funzionato benissimo, sono riuscito a trovare anche un buon compromesso tra velocità di uscita del liquido dal filtro e l'acqua buttata dalla spirale, comunque per finire è venuto 20 litri di Apa con og 1048, ibu 45, ebc 18, ora aspetto solo il travaso per effettuare il Dry hopping con il willamette!
alla prossima!
alla prossima!
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